La storia



L’azienda vinicola Rocchi
nasce alla fine degli anni sessanta nel comune di Caldarola (MC) in C.da San Domenico, con l’acquisto da parte del fondatore, Rocchi Orlando, dei primi terreni e del contestuale impianto di tre ettari di vigneti. Incoraggiato dagli eccellenti risultati qualitativi di un’area particolarmente vocata alla coltivazione della vite, le superfici vitate sono state rapidamente aumentate fino a raggiungere gli otto ettari. Sulle stesse terre è nata la prima cantina per la vinificazione delle uve e dove ancora oggi si vinifica la totalità del prodotto. Questi vigneti sono interamente compresi all’interno del territorio d’origine della DOC San Ginesio , che prevede le tipologie Spumante da uve Vernaccia e Rosso da Sangiovese e Merlot.

Alla fine degli anni novanta , la gestione dell’azienda è passata ai figli Paris e Sabrina ed il passaggio generazionale è coinciso con l’ampliamento dei vigneti a seguito dell’acquisto di terreni per venti ettari nei comuni di Serrapetrona e Belforte del Chienti (MC), compresi all’interno della zona di produzione della DOCG Vernaccia di Serrapetrona. Su queste terre, eccezionali all’interno della zona d’origine per l’esposizione alla luce solare, la continua ventilazione della stretta vallata del Chienti e per la composizione del suolo, unico nella zona per la presenza di marne zolfo-gessose, sono stati immediatamente impiantati sette ettari di vigneti per la produzione di Vernaccia DOCG e costruita una nuova cantina per la presa di spuma delle Vernacce.

La filosofia aziendale , nei decenni, è stata sempre la stessa: un ottimo vino inizia la propria vita dal vigneto nell’inverno di ogni anno,da un connubio tra i saperi che l’Uomo ha appreso e condiviso in millenni di esperienze e di studi, e la Natura , spesso benevola ma a volte ostile. Tutto inizia nel mese di Gennaio con la scelta delle gemme durante la potatura secca, prosegue con la cura delle cimature primaverili-estive e della difesa dalle avversità ambientali , e ancora con la cernita delle uve in eccesso in Luglio inoltrato, le sfogliature per arieggiare e soleggiare i grappoli e finalmente la giusta maturazione del frutto in Ottobre e la conseguente introduzione in cantina. Qui l’Uomo ha la fortuna di non doversi più confrontare con l’aleatorietà meteorologica, ma perde ogni alibi anche per il più piccolo errore: ha nelle proprie mani tutta la responsabilità dell’evoluzione del proprio vino : la fermentazione alcolica, la svinatura, i travasi e la maturazione e poi per le Vernacce ancora l’appassimento ed una fermentazione posticipata di mesi, ed infine un’altra fermentazione per la presa di spuma, la permanenza sulle fecce nobili e finalmente , il prezioso nettare rivede la luce ma dall’interno di un’importante bottiglia per deliziare i palati di pochi fortunati intenditori. Un anno e sei mesi, il tempo minimo necessario per produrre una bottiglia di Vernaccia .
Per questo ci siamo sempre imposti l’obbligo di curare ogni processo produttivo, dalla terra alla cantina fino al bicchiere del nostro consumatore.